In un mondo di tecnologie avanzate e intelligenze artificiali raffinatissime, esistono ancora giovani che scelgono di rallentare e riscoprire il fascino dell’analogico, fatto di vinili, rullini, carta, fotografie imperfette e telefoni a cornetta: oggetti che chiedono tempo, gesti e una partecipazione più autentica. Una giovane, avvolta in una camicia di tartan, sfoglia i dischi in un negozio dal fascino rétro, dove piccoli accenti di rosso riscaldano l’ambiente e sembrano riaffiorare nelle tele di Juan Boluda. Poco distante, il denim blu e quello nero di Cappio Tessuti raccontano il momento in cui la scelta è ormai compiuta: un disco viene estratto dalla custodia, appoggiato sul giradischi e la musica torna a riempire la stanza. Altrove, due ragazze indossano camicie dalle righe che richiamano quelle di Albini 1876 e giocano con una delle forme di comunicazione più lontane dall’immediatezza contemporanea: un telefono a cornetta arancione degli anni Settanta. In un’altra cabina telefonica, decorata da polaroid e ricordi raccolti nel tempo, i caldi tartan firmati Albiate 1830 assorbono le tonalità dell’ambiente, contribuendo a creare un’atmosfera intima, accogliente e profondamente vintage. Qualcuno, invece, osserva in controluce i rullini appena sviluppati, lasciando che le loro forme e trasparenze suggeriscano i nastri firmati Fashion Tex. Poco più in là, su un prato, le tele candide di Eusebio accompagnano un ragazzo circondato da fogli da disegno in un momento creativo lento e istintivo, interamente dedicato alla materia. In una zona più urbana, due giovani in jeans e sneakers si incontrano all’aperto, richiamando le tonalità di Troficolor Denim Makers e raccontando un’altra dimensione dell’analogico: quella dell’amicizia vissuta senza mediazioni, fatta di tempo condiviso e presenza. Poco distante, la lana e la viscosa di BWF Facol si tingono di nero e beige, accompagnando l’estetica streetwear, leggermente grunge, di un ragazzo sullo skate. Una giacca di pelle completa il look di chi sceglie di catturare la propria quotidianità con una macchina fotografica usa e getta, restituendo l’immediatezza imperfetta e imprevedibile dei materiali e dello stile di Leathertex. Infine, i tartan beige di Lochcarron of Scotland racchiudono il gusto e l’estetica di chi ama ancora ritrovarsi tra gli scaffali di un negozio di dischi senza notifiche né algoritmi, soltanto amici, vinili, fotografie e quella malinconica bellezza di un’epoca analogica che, forse, non abbiamo mai smesso davvero di desiderare.
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